Dios no nos perdonará

En el cine, junto a un amigo: asistimos enmudecidos a la manifestación de la vida que nos ofrece Sergio Castellitto en "Venuto al mondo".

Por segunda vez, el director italiano convierte en ilusión audiovisual un poderoso texto de su mujer, la escritora dublinesa Margaret Mazzantini. Y lo hace con un más que aceptable resultado.

Porque esta manifestación de la vida que nos ofrece encarnado en la figura de la italiana Gemma es, principalmente, el deseo insatisfecho de una mujer por concebir un hijo. "Soy esteril"- confiesa una joven Penélope Cruz a mitad de metraje- "Quiero un niño que tenga sus pies". Y a su lado, en la cama, su amigo el poeta sarajevita Gotjo y su pareja, un fotógrafo americano, que tiene los pies descalzos y la mirada llorosa.

Una dramática y lúcida historia con saltos temporales bendecidos por un excelente y dinámico montaje, una banda sonora que supera las expectativas que se tienen ante un compositor primerizo en esto del cine, unas interpretaciones potentes y una ambientación, caracterización, vestuario y maquillajes que nos transportan de un modo irrevocable al Sarajevo de los años 80 y 90.

Esta película, "Volver a nacer" en castellano, es el espejo doloroso y crudo de un asedio a una ciudad. Una ciudad gobernada por poetas y artistas que en poco tiempo se vio consumida por la barbarie, la enajenación, la violencia injustificada, la intolerancia, el racismo y la omisión de socorro internacional.
También es el espejo del deseo de unos padres por tener un niño, la complejidad de asumir las situaciones a las que la vida nos enfrenta, la aletoriedad de nuestras propias vivencias. El regreso de los fantasmas.

Os dejo algunas frases de impagable belleza que Castellito trasladó al film:

- En italiano:

Perché nella vita capita di rinunciare alle persone migliori a favore di altre che non ci interessano, che non ci fanno del bene, semplicemente ci capitano tra i passi, ci corrompono con le loro menzogne, ci abituano a diventare conigli?

Non siamo altro che pesci... branchie che si gonfiano e si chiudono.. poi viene un gabbiano che dall'alto ci prende e mentre ci smembra ci fa volare, forse è questo l'amore.

E' stato più facile prima correre sotto le granate che dopo passeggiare sulle macerie.

Pensai che mi avesse atteso, che mi fosse venuta incontro per soccorrermi, che fosse nata per quello..

Le dice hai un futuro, lei si toglie la tromba dalla bocca, si lecca le labbra, dice mi piacerebbe averlo con te. Lui sorride, piantala, non scherzare. Non sto scherzando, per questa notte potremmo fare come se avessimo un futuro. Ha troppo fiato nei polmoni, è troppo sfacciata questa ragazzina, lui la guarda: stai al tuo posto

L’Amore è come il mare. Va e viene, ma è sempre lo stesso

Ti ritrovo in questa prima notte sarajevita dopo tanti anni. Palate di vita. La mia pelle bianca ha più di cinquantanni di pensieri e azioni. Ti piacerei ancora, Diego? Ti piacerebbero questa pelle molle sotto il mento, queste braccette? Mi ameresti ancora dello stesso amore carnale, della stessa gioia? Un giorno mi hai detto che mi avresti amata anche vecchia, che mi avresti leccata anche decrepita. Me lo hai detto e io ti ho creduto. E poco importa se il tempo non ci ha lasciato sperimentare. Da qualche parte siamo invecchiati insieme, da qualche parte continuiamo a rotolarci e a ridere.

http://www.quartopotere.com/recensioni-film/al-cinema/venuto-al-mondo

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